L’annullamento del matrimonio è una pratica sempre più richiesta, anche se spesso viene poi respinta dalle autorità giudiziarie o dalla chiesa stessa. C’è questo malcostume di appellarsi all’annullamento per evitare gli oneri del divorzio, tra cui l’assegno di mantenimento del partner più debole.
Vediamo quando è possibile richiederlo e quali sono gli effetti sulla coppia.
Annullamento matrimonio: come richiederlo e cosa sapere a riguardo
La legge prevede l’annullamento in caso di matrimonio in casi ben specifici. Di seguito riportiamo le motivazioni per cui è possibile vedere il proprio matrimonio annullato.

Il matrimonio risulta annullato se c’è un vincolo di parentela, una condanna per omicidio o tentato omicidio del coniuge dell’altro o se un partner è stato dichiarato interdetto per infermità di mente, oppure è infermo di mente il giorno delle nozze anche se la sentenza di interdizione è stata pronunciata successivamente. Infine, non è capace di intendere e di volere.
Si può chiedere l’annullamento se non si è convissuti per più di un anno e il partner infermo mentalmente ha ripreso le facoltà.
Il matrimonio può essere annullato se il consenso alle nozze è stato ottenuto con violenza fisica o morale, oppure ci sono state pesanti intimidazioni.
Si può fare richiesta anche se al momento del matrimonio erano d’accordo di non adempiere ai doveri coniugali. Ciò che resta vincolante è sempre la convivenza: non più di 12 mesi.
Per poter richiedere l’annullamento, quindi, bisogna avviare un ricorso al tribunale civile. Dopodiché bisognerà cercarsi un avvocato e fornire delle testimonianze o prove che il matrimonio può essere annullato.
Per la Chiesa i motivi di annullamento sono diversi, almeno in parte. Tanto che si può essere sciolti dal vincolo religioso e non da quello civile. I motivi sono: la mancanza di consenso da parte di uno dei coniugi, se un partner non vuole conseguire le finalità del voto, ovvero i figli e la fedeltà.
La violenza fisica o il timore, l’impotenza al rapporto sessuale dell’uomo o della donna (impedisce la procreazione) o il fatto di non aver mai consumato il rapporto.
Se il tribunale considera nulla l’unione, ovviamente i due partner possono considerarsi non sposati.
Qual è la differenza con il divorzio? In questo caso si resta ex moglie o ex marito e ci sono questioni legali da separare. Inoltre, in una situazione del genere è possibile presentare la domanda del divorzio veloce secondo la riforma Cartabia.
La moglie riacquista l’uso esclusivo del cognome di nascita (o perde la possibilità di usare quello del marito) e i coniugi perdono i rispettivi diritti alla successione ereditaria e alla pensione di reversibilità.